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venerdì 18 luglio 2008

Eluana

Non volevo postare nulla in merito, anche perché è argomento di questi ultimi mesi su ogni testata.
Non volevo postare nulla anche perché non saprei che fare o dire, anche se un'idea ce l'ho sempre avuta, rispettare la vita, cioè l'accanimento terapeutico non mi sembra molto far parte della natura, ma è un'invenzione umana.
Oggi ho letto questo:

Lettera del padre di una ragazza siciliana in stato vegetativo persistente.

Con la lettera allegata voglio esprimere la mia solidarietà a Beppino Englaro
che, come me, vive una “realtà parallela” incredibilmente dolorosa per avere
una figlia in stato vegetativo persistente.
Egli sta dimostrando forza e grande dignità in mezzo a tanto rumore e a tanto
starnazzare.
Ma facciamo silenzio! Per un momento fermiamoci, riflettiamo e: Immaginiamo che gravissimi danni cerebrali, riportati a seguito di un forte trauma cranico, ci costringano a stare giorno e notte a letto oppure in una sedie a rotelle, senza avere la possibilità di vedere e di sentire le voci dei nostri cari e di cacciare via una mosca dal viso perché incapaci di muovere anche un dito, Immaginiamo di non riuscire a trattenere l’urina e le feci e di sentirci voltare e rivoltare da mani esperte sul letto ogni tre ore per il cambio del pannolone come quando eravamo bambini , di non poter mangiare nulla perché non riusciamo a deglutire , di non riuscire a bere perché l’acqua andando in trachea ci farebbe soffocare, di sentire i liquidi invadere lo stomaco tramite un foro fatto nella pancia. Immaginiamo di avere un tubo inserito nella gola che ci consente di respirare ma che ci provochi, quando tossiamo o starnutiamo, dolorose lacerazioni alla trachea. Immaginiamo di avere passato tre mesi in una sala di rianimazione con forti crisi epilettiche e di esserne usciti con gli arti deformati per la lunga immobilità e poi di avere fatto degli inutili viaggi della speranza ( con i nostri cari) in Italia o all’estero. Immaginiamo di essere stati sottoposti a tre interventi chirurgici ai polmoni a causa di forti difficoltà respiratorie. Immaginiamo di essere assistiti intere nottate in casa, trasformata in corsia ospedaliera, dai nostri cari che cercano di evitare che ci possiamo mordere le labbra o la lingua, che ci favoriscono la respirazione utilizzando ventilatori, apparecchi per l’aerosol e aspiratori che, continuamente, tirano fuori, attraverso lunghi tubi, le secrezioni che ostruiscono i bronchi e le vie respiratorie . Immaginiamo poi, come aggravante, di abitare in una regione d’Italia, la Sicilia, dove le strutture di riabilitazione per postcomatosi sono del tutto insufficienti e dove le famiglie sono costrette a salti mortali per la riabilitazione dei loro malati e dove devono lottare, continuamente, per ottenere i diritti che invece hanno i cittadini di regioni più virtuose. Immaginiamo di non avere speranze di guarigione o di una vita umanamente accettabile. Accetteremmo di vivere una vita così oppure , se potessimo farlo, rifiutare le “ buone” intenzioni dei medici che ci vogliono dare per < elemosina> una vita di stenti e dire: No grazie io non voglio la vostra elemosina, non voglio che sia violata la mia dignità! Facciamo SILENZIO e RISPETTIAMO Eluana. RISPETTIAMO il dolore di un padre che con grande dignità ha lottato e lotta per il bene di Eluana. Smettetela con le televisive crociate delle bottiglie d’acqua al Duomo di Milano perché le indulgenze non sono più garantite ed è improbabile che il promotore di tali pellegrinaggi sia dichiarato “santo subito” (magari come< grande santo protettore> dei giornalisti). Chi scrive è il padre di una ragazza di 25 anni in stato vegetativo persistente da due anni e mezzo, a causa di uno shock anafilattico dovuto all’ingestione di una polpetta di carne trattata con sostanze nocive, che una mano incosciente aveva aggiunto nel tritato, per guadagnare qualche miserabile euro in più. Mia figlia ed Eluana sono doppiamente sfortunate perché oltre ad avere le loro giovani vite spezzate , non hanno potuto rifiutare l’uso della “tecnologia avanzata” delle sale di rianimazione per chiedere di morire secondo natura . I medici delle rianimazioni, avendo a disposizione apparecchiature tecnologicamente avanzate, sono in grado di strappare alla morte molti pazienti sottoponendoli a tutte le cure possibili, anche se consapevoli della loro inutilità e delle conseguenti sofferenze . Spesso l’esito di un coma degenera in uno stato vegetativo; di esso dice la letteratura scientifica: < E’ il più controverso disturbo della coscienza; è un fenomeno moderno, prima sconosciuto, prodotto delle rianimazioni e delle terapie intensive. Chi è in questo stato reagisce agli stimoli dolorosi e non è in grado di attivare la masticazione, la deglutizione ed è del tutto incontinente>. Io dico che lo stato vegetativo che non è vita ma non è nemmeno morte è mostruoso, (un frutto della medicina del 2000). E’ un ibrido di vita e, simultaneamente, di morte. Non è accettabile umanamente questa degenerazione della medicina. Penso che se si facesse un referendum in Italia, dopo una vera informazione, il 95 % degli italiani (il resto sarebbero fondamentalisti religiosi, o masochisti, o disinformati) voterebbe per il testamento biologico . Per quanto ho detto, ecco perché il padre di Eluana, costretto a difendersi dagli attacchi virulenti che arrivano anche dai vescovi in trasferta oltreoceano, parla di ” natura violentata “. E la stessa cosa avrà pensato Papa G. Paolo secondo, quando rifiutò il sondino per l’alimentazione, chiedendo di “lasciarlo andare alla casa del Padre” (come ha scritto in un libro il suo segretario). Se i medici rianimatori ( di altissimo livello) non avessero rispettato la sua volontà, con i loro strumenti di “tecnica avanzata” avrebbero mantenuto in vita il Pontefice chissà per quanto tempo e, probabilmente, potrebbe essere ancora vivo. Il Papa , persona intelligente, lo sapeva che il “ rifiuto” delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per eutanasia. Il malato ha il diritto di scegliere che la malattia segua il suo corso naturale . E facciano religioso silenzio quei preti con i loro sagrestani che contestano la giusta sentenza dei Giudici di Milano che hanno dimostrato equilibrio e grande umanità . Probabilmente tali Giudici hanno pensato alla “vita dell’individuo”,a cui compete la capacità di discernimento e libero arbitrio . Nella sentenza c’è il rispetto per l’uomo. Il rispetto per Eluana. Ho l’ impressione che invece una parte del clero ami di più la dottrina consolidata piuttosto che l’uomo. Questo è’ un problema interno alla chiesa cattolica e spero che sia dibattuto in modo approfondito in quanto essa ha una grande influenza su molte fasce della società e della politica italiana. Anche Eluana non avrebbe mai accettato quella innaturale condizione in cui si trova. Noi, persone libere, non abbiamo motivo di dubitarne come invece, maliziosamente e faziosamente, fa qualche nostro concittadino alle vette della politica. Ed ha ragione il Presidente della Consulta di Bioetica ( Maurizio Mori) quando dice: "Eluana ha scelto che non avrebbe voluto vivere da vegetativo permanente, ed e' giusto rispettare la sua volonta'. Si può dissentire, ma e' bene moderare i toni nel rispetto delle diverse convinzioni e degli opposti valori. E facciano silenzio tutti , soprattutto quei politici che con l’uso quotidiano dei mass-media si ergono ad arbitri e custodi della vita. Penso che, da loro, Eluana è trattata come un mezzo per difendere la loro morale che vorrebbero imporre a tutti. Tremo all’idea che possano discutere di una materia tanto delicata come il testamento biologico o altri problemi di etica tali politici , che non sono stati scelti direttamente dagli italiani ma dalle segreterie dei partiti, che hanno dimostrato uno scarsissimo senso dello Stato ( es. “le due “porcate”), ignorando totalmente gli obiettivi ideali e concreti che dovrebbero essere propri della politica.


Da RTM

2 commenti:

(fabrizio) ha detto...

che dire...splendida lettera. semplice, diretta, toccante. inutile dire che sono totalmente d'accordo con quello che dice il padre di questa ragazza sfortunata.

non solo...ma che senso ha far morire di fame e sete una persona, come nel caso di Eluana? non sarebbe meglio l'eutanasia? tanto il risultato sarebbe lo stesso, ma sarebbe... più umano.

Dariomino ha detto...

E' un argomento molto complesso e, da fuori, non è possibile giudicare. Chi si trova direttamente in una situazione come questa conosce cose che noi non possiamo neanche solo lontanamente immaginare. Quindi è giusto che la decisione sia personale, individuale; e come tale è basilare che venga rispettata. Rispettiamo la decisione di un padre come l'Englaro. E non intromettiamoci nelle cose di vita altrui. La Chiesa, come istituzione, più passano gli anni e meno la capisco.

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