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Milano - Porta Venezia ma anche il resto del mondo, Italy
Cerco di parlare un po' d'Architettura, d'Urbanistica, Arte, Lifestyle, Musica e altro anche se non ne ho le qualità

lunedì 12 maggio 2008

CityLife Implosione

1969, Padiglione Meccanica, progetto Melchiorre Bega e Cesare Seregni, padiglione 20 (grazie Annamitica)




Domenica 11 maggio 2008 la sua implosione


Foto Flicker, EmmE

Lentamente la vecchia Fiera sta sparendo, devo esser sincero, a volte mi commuovo pensare quante emozioni ho provato per quei padiglioni. Ma l'idea di quello che verrà è molto più eccitante.

domenica 11 maggio 2008

Papà


Flickr


Oggi è la festa della mamma, ma io questa giornata la dedico al mio papà, che sta lottando con la signora nera senza pietà.

Dai che sei un leone.

Con tanto amore il tuo Roberto

giovedì 8 maggio 2008

Uffizi, la loggia di Isozaki si farà?




Non ho più avuto notizie in merito alla pensinlina di Isozaki.
Ultime raccolte sono queste che riporto qui di seguito.
Dai rendering e plastici non sono ancora riuscito a capirre se la loggia mi piaccia o meno.
Se qualcuno sa qualcosa in più si faccia vivo.


10/11/2007
"Sarà così come la vediamo nelle foto. Stesse proporzioni, illuminazione, altezza e disegno del progetto originario del 1998. E´ la rivincita dell´architetto Arata Isozaki. La Loggia per l´uscita degli Uffizi si farà e si farà com´era. Il progetto esecutivo è stato consegnato alla soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti mercoledì scorso. «Avrò 90 giorni di tempo per fare le mie valutazioni - osserva al soprintendente Paola Grifoni - quindi partiranno i lavori. Anzi, cercherò di farle prima, ma di fatto avrò a mia disposizione i tre mesi previsti dalle norme». Il progetto esecutivo delinea tutti i passaggi tecnici relativi alla realizzazione della loggia che si differenzia dal primo disegno solo per «piccoli aggiustamenti e definizioni progettuali» spiega poi Andrea Maffei, responsabile dello studio Isozaki a Milano, che ha inviato le immagini della struttura del plastico aggiornato al disegno finale. Anche l´altezza della copertura resta quella a suo tempo contestata: 23,6 metri dal livello di via Castellani. E restano identici anche i materiali: la loggia sarà in acciaio rivestito di pietra serena extradura, stessi materiali per le travi che conterranno lunghe liste di vetro per assicurare leggerezza e trasparenza alla parte superiore. Inoltre è stata particolarmente curata l´illuminazione della piazza: «Sarà molto soft e integrerà il nuovo intervento in tutto il contesto - aggiunge Maffei - Abbiamo curato anche le luci per le statue che saranno collocate sotto la loggia». Sculture antiche o nuove? Chissà. Ancora è prematuro parlarne. Spetterà alla direzione della Galleria degli Uffizi decidere se esporre alcune statue dalle antiche collezioni archeologiche dei Medici o affidare a nuova committenza opere d´arte contemporanea. E gli aggiustamenti minimi della struttura cosa riguardano? «Per rispettare i reperti archeologici del sottosuolo, i pilastri poggeranno su una struttura che salvaguarda l´antico percorso delle mura - spiega Maffei - Ad esempio, sotto la rampa di accesso ci sarà un cunicolo che permetterà ad esperti e studiosi di scendere con delle scalette per visitare i reperti». Ora che il progetto esecutivo è pronto e si prevede un iter tutto in discesa, quando inizieranno i lavori? « A primavera del prossimo anno - assicura la soprintendente Grifoni - contestualmente al secondo lotto del cantiere dei Nuovi uffizi. Con l´impresa stiamo aggiustando il cronoprogramma dei lavori per permettere l´adeguamento degli interventi nei sotterranei». Quindi se non ci saranno intoppi, la loggia potrà essere pronta nel giro di due, massimo tre anni. E si chiuderà definitivamente la lunga querelle ha accompagnato tutta la vicenda.

Mara Amorevoli - La Repubblica - 10/11/2007

mercoledì 7 maggio 2008

Milano - La Rinascente






Foto Alinari

"Nel 1865 i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi aprono in via Santa Radegonda a Milano il primo negozio italiano in cui sono venduti abiti pre-confezionati. Viene qui seguito l'esempio di Le Bon Marché, il grande magazzino aperto a Parigi nel 1852 che aveva spopolato oltralpe.
L'iniziativa riscuote un enorme successo anche in Italia, tanto che un grande magazzino viene aperto nella vicina Piazza Duomo (1877), oltre ad altri negozi in tutta la nazione (inizi del XX secolo).
Nel 1917 Senatore Borletti rileva l'attività, puntando sull'eleganza dei grandi magazzini, impegnandosi da subito ad aumentare la qualità della merce venduta, pur senza alzare eccessivamente i prezzi. Lo scopo annunciato era un approccio "democratico" al mercato, ossia attirarre sia clienti dalle classi alte che di quelle medio-basse. Per aumentare la fruibilità del grande magazzino di piazza Duomo, questo viene arricchito di numerose attività di uso comune, fra cui una banca e un ufficio postale. Gli effetti della crisi del 1929 sono pesanti anche in Italia, ma la catena riesce a non risentirne molto.
Gabriele D'Annunzio nel 1917 l'aveva battezzata La Rinascente e l'azienda divenne un luogo di ritrovo di molti artisti. Ad esempio la pubblicità veniva realizzata da Marcello Dudovich, mentre una linea di mobili fu firmata da Gio Ponti."

Milano più di altre città italiana ha subito la più radicale trasformazione, nel bene o nel male, guerra e speculazione. Tra le migliaia di perdite c'è il bellissimo edificio de La Rinascente, il primo e quasi unico Department-Store italiano.
Qui ho pubblicato alcune immagini dell'interno del magazzino, Doveva essere molto bello, son particolarmente colpito sia dalla bellissima statua liberty (chissà dov'è finita, perché son sicuro che dal bombardamento si sia salvata) e sia dalle bellissime vetrine dell'ingresso.




martedì 6 maggio 2008

Pechino e il Nido








Ispirato all’intreccio dei ramoscelli di un nido, il progetto dello studio Herzog & de Meuron – vincitore nel 2002 del concorso internazionale di progettazione - è stato ribattezzato dai cinesi “nido d’uccello”. Una struttura di elementi che si intrecciano e si sorreggono tra di loro come in un nido tiene sospeso l’immenso tetto, interamente chiudibile.
Lasciando le polemiche sulla politica cinese e il Tibet che poco centra con l'architettura, trovo il nuovo stadio di Pechino un'opera stupenda.
Devo dire che questo studio d'architettura mi piace particolarmente, hanno già fatto un altro stadio, quello di Monaco e molti progetti sparsi per il mondo, tutti molto belli.

venerdì 2 maggio 2008

Urbanfile

Ieri abbiamo messo on-line la nostra creatura.

Urbanfile

"1° maggio 2008 ore 16.30

Dalla collaborazione tra me, Vitruvio, Filo_2k e l'inossidabile Genius Loci nasce oggi Urbanfile, un nuovo sito dove vorremmo mettere tutti i progetti che stanno animando l'Italia.

Urbanfile è un progetto non solo aperto a tutti ma al quale - ci auguriamo - tutti pertecipino per renderlo sempre più ricco e aggiornato.

Urbanfile non vuole essere e non sarà mai un doppione del nostro amato Skyscrapercity, ma una vetrina in costante divenire dove raccogliere, organizzare e soprattutto divulgare i piccoli e i grandi cambiamenti che stanno disegnando il futuro delle nostre città."



giovedì 1 maggio 2008

Roma - Ara Pacis Poco Pacis

Questo era il vechio padiglione per proteggere la preziosissima Ara Pacis


Il padiglione novecentesco
Il 20 gennaio 1937 si iniziò a prendere in esame la possibilità di ricostruire l'altare; scartata l'ipotesi di ricomporre l'Ara in situ, dal momento che ciò avrebbe comportato la demolizione di palazzo Fiano-Almagià, vennero proposte la ricostruzione nel Museo delle Terme, la realizzazione di un Museo ipogeo presso l'Augusteo, la ricostruzione dell'Ara Pacis su via dell'Impero. Ma fu Mussolini a decidere la ricostruzione dell'Ara nei pressi del Mausoleo di Augusto, "sotto un porticato" tra via di Ripetta e il Lungotevere. Come è noto, l'Ara Pacis venne ricostruita all'interno di un padiglione su via di Ripetta in meno di un anno e mezzo. Il progetto definitivo, presentato al Governatorato nel novembre 1937, non fu interamente rispettato in fase esecutiva, probabilmente per il grande ritardo accumulato nella realizzazione dei lavori. Infatti alla Ditta Vaselli, vincitrice della gara per la realizzazione del contenitore, venne consegnato il cantiere solo a pochi mesi dal 23 settembre, data fissata per l'inaugurazione dell'Ara Paci e a Morpurgo, progettista del padiglione, non restò che accettare la semplificazione del progetto: cemento e finto porfido furono impiegati in luogo del travertino e del marmo pregiato, mentre il ritmo e l'andamento dei pilastri, sia in facciata che lateralmente, vennero cambiati.
Alla base del compromesso ci fu un'intesa non scritta, tra architetto e Governatorato, di ritenere provvisoria la sistemazione e di rimettere mano alla teca dopo l'inaugurazione. Ma la somma richiesta, l'incertezza dei tempi e la guerra già nell'aria renderanno irrealizzabile quanto programmato.

Negli anni del conflitto le vetrate furono rimosse e il monumento protetto da sacchetti di pozzolana, sostituiti in seguito da un muro paraschegge. Solamente nel 1970 la teca fu ripristinata.

Dal sito del comune di Roma


L'odierna e molto discussa nuova teca/contenitore/museo di Richard Meier.





Foto Flickr



Ma che sta succedendo in Italia? Ci siamo bevuti il cervello e all'improvviso siamo diventati degli esperti d'architettura e quant'altro? Sono scioccato dalle ultime dichiarazioni del nuovo eletto al Campidoglio, il sindaco Gianni Alemanno.
Come prima conferenza stampa da neo-sindaco oltre ad argomenti di necessaria importanza ha buttato lì lo "spostamento" in periferia o il rifacimento del museo dell'Ara Pacis.
Cosa? Non ho commenti, la cosa mi lascia perplesso a dir poco. A parte che a me l'edificio di Meier piace molto, il contesto è nella zona del centro romano dove purtroppo si sono attuati degli scempi all'inizio del secolo scorso e quindi a parte le due chiese e il mausoleo di Augusto il resto è tutto del '900.
Qui c'era uno degli angoli più belli di Roma il Porto di Ripetta, con la scalinata che scendeva a lambire il tevere ma per far posto agli argini alti per proteggere la città dalle inondazioni si è perso per sempre il suddetto porto.




Comunque sono assolutamente contrario all'abbattimento del museo.
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