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Milano - Porta Venezia ma anche il resto del mondo, Italy
Cerco di parlare un po' d'Architettura, d'Urbanistica, Arte, Lifestyle, Musica e altro anche se non ne ho le qualità

giovedì 31 luglio 2008

Milano - Torri FS Recladding





Per chi non lo sapesse, è arrivata la gru e quindi si puù dire che i lavori alle ExFs son partiti.

Nel forum Italiano di Skyscrapercity c'è questo thread specifico su come molte persone hanno accolto in modo favorevole il destino delle due torri.
Non so che dirvi, questa questione mi ha preso in modo molto personale, come se mi portassero via un pezzo di qualcosa che m'apparteneva. Tra due anni se tutto va bene queste torri avranno il nuovo aspetto che potete vedere anche su Urbanfile.
Modifiche che non discuto dal punto di vista tecnico, ne architettonico, ma discuto negativamente solo perché mi cancelleranno gli "orrendi pendoli da tavolo" che ho visto costruire, vivere ed agognare nel tempo di 20 anni.

Come ho già scritto nel thread apposito su SSC...
Colgo l'occasione per fare i miei sinceri complimenti agli architetti Laura Lazzari e Giancarlo Perrotta, per aver costruito e creato un piccolo mito degli anni 80/90, durato poco e che rimarrà per sempre nei nostri ricordi e nelle nostre fotografie.

mercoledì 30 luglio 2008

Corso Sempione Vs ChampsÉlysées




Grazie a Google Map ho voluto fare un raffronto tra le due arterie, la direzione è la stessa, ma l'inclinazione verso nord è maggiore per il nostro corso Sempione. La larghezza sembra quasi simile. Naturalmente il resto è differente, anche se gli alberi credo siano gli stessi, Platani?

Milano - Corso Sempione come una Ramblas II






Dal Corsera:

Lungo il percorso, il cavallo di Leonardo e gli arazzi del Bramantino
Sempione: «Milano avrà le sue Ramblas»
Da piazza Firenze all'Arco della Pace, il progetto dell'architetto portoghese Alvaro Siza per ridisegnare la città dell'Expo

MILANO - Le Ramblas a Barcellona, gli Champs-Elysées a Parigi,l'Unter den Linden a Berlino. Corso Sempione a Milano. Il progetto è pronto, la firma è di un'archi-star — il portoghese Alvaro Siza — l'obiettivo è sempre quello: l'Expo 2015. Quello del «nuovo salotto di Milano» per ora è solo un progetto. Ma a Palazzo Marino piace parecchio. A fare gli onori di casa, ieri, l'assessore ai Trasporti Edoardo Croci. Ma il nome di Siza è uno di quelli che piace alla stessa Letizia Moratti: in passato lo aveva già indicato tra le matite che avrebbero dovuto ridisegnare la Milano del domani. Il tutto muove tutto da una semplice considerazione.

L'asse viario di corso Sempione è largo, larghissimo. Novanta metri. Più degli Champs- Elysées, per esempio, che occupano «solo» 58 metri. La posizione strategica e il richiamo alla storia fanno il resto. Corso Sempione deve allora diventare l'«asse identitario» della città. Lungo i suoi quasi due chilometri devono esserci i simboli di Milano. A partire da Leonardo. La riproduzione del suo cavallo «trotta» da quasi dieci anni all'ingresso dell'ippodromo. Andrà in via Melzi D'Eril, a pochi metri dall'Arco della Pace. Da dove partirà il nuovo viale alberato: pedonalizzato nella corsia di mezzo, almeno per metà. Le auto circoleranno nei controviali e, da via Domodossola fino a piazza Firenze, anche nella carreggiata centrale.
Lungo il percorso, poi, i padiglioni a tema Expo. Fino a piazza Firenze. Grigio e anonimo snodo di semi - periferia oggi, polo culturale d'eccellenza domani. Quattro padiglioni, in altrettanti spicchi della piazza. Dentro, la serie dei dodici arazzi dei mesi di Bramantino. Una stagione per padiglione. E ancora: sempre in piazza Firenze non è da escludere che possa nascere un vero museo. Magari quello della città di Milano, dove raccogliere i capolavori poco valorizzati da collocazioni museali non sempre «illuminate». Soddisfatto l'assessore Croci che sottolinea però come l'iter del piano Sempione sia ancora allo stato iniziale. E soddisfatto anche il collega al Verde, Maurizio Cadeo: «È il tentativo di trasformare quello che allo stato è un asse viario in un luogo con un'identità».

Andrea Senesi

Milano - Corso Sempione come una Ramblas



Notizia apparsa oggi su La Repubblica, Alvaro Siza ha progettato e propone alla giunta milanese, il progetto per il rifacimento del Corso Sempione, prevede dei padiglioni espositivi in Piazza Firenze, la parte centrale del corso pedonalizzata, lo spostamento del Cavallo di Leonardo dall'ippodromo al centro della via (come dargli torto).
Wow, idea fantastica. Fa strano pensare al vialone come ad una zona di passeggio, visto che è sempre stata più una via di scorrimento veicolare e poco d'appeal per lo strusio o la passeggiata. Immagino anche la meravigliosa prospettiva che si avrebbe dal centro della carreggiata.

Milano - By Night



Ieri ho elaborato questa mappa che mostra i principali punti della città dove alla sera c'è abbastanza movimento se uno vuole trovare la "movida" milanese. Mi è venuta questa balzana idea dopo aver letto per due giorni consecutivi articoli sul corsera (articolo 1 e 2) che definivano il centro di Milano un deserto notturno.
In effetti a Milano il centro, almeno da molti anni a questa parte (prima c'erano i cinema che animavano, ora chiusi quasi tutti), è quasi desertico, non ci sono molti locali, ristoranti o quant'altro, una specie di City. I nottambuli milanesi si riversano in massa in zona Brera/Garibaldi/Corso Como, Navigli, Sempione o Porta Romana, con piccole isole come Via Marghera, Porta Venezia o la nuova Bicocca (devo andarci qualche sera, ne parlan bene).
Mi chiedo se è necessario che il centro sia molto più attivo o nn abbia importanza. Certo un turista che pasa due giorni in città, pensando il centro come quello di Roma, si fionda e trova tutto chiuso, pensando sia così per tutta Milano e sostenendo che la città non sa viver la notte.
Non dico una mega movida, ma qualche bel ristorante e qualche ella pizzeria potrebbero aprire in zona duomo, sicuramente qualcosa si muoverebbe un pochino.

martedì 29 luglio 2008

Milano - Sotto Porta Nuova



Per chi si domandasse cosa sta succedendo di fronte alla stazione Garibaldi. Questa è una delle mappe che girano in rete dove si vede bene l'intreccio di infrastrutture che a breve si troveranno in quel punto, di qui si capisce anche il mega valore dell'area Porta Nuova.
Oltre la Stazione di Porta Garibaldi, si trova il passantino che curva a nord per greco, la stazione Metro 2 di Garibaldi e la stazione del Passante. Presto ci sarà la stazione della metro 5 (quella lilla) che affiancherà la stazione del Passante ferroviario. Insomma un intreccio pazzesco sotto la superficie stradale. Mi chiedo ancora come riusciranno a costruirci un grattacielo alto 215 metri.

Milano - Sgarbi's back



Dal Corsera:
MILANO — Salemi potrebbe perdere un sindaco, Milano potrebbe ritrovare un assessore. Il Tar della Lombardia ha dato ragione a Vittorio Sgarbi e ha accolto il ricorso con cui il critico contestava il «licenziamento» in tronco da parte del sindaco Letizia Moratti l'8 maggio scorso. Decisione clamorosa. Sgarbi ha già annunciato che venerdì sarà a Milano per l'ultima riunione della giunta prima della pausa estiva. «Certo che ci sarò e vedrete che spettacolo. L'atto della Moratti è illegittimo e moralmente esecrabile».

Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. In questo caso è la sentenza del Tar. Non è ancora stata notificata alle parti. Le motivazioni si conosceranno solo oggi. Giampaolo Cicconi e Fiorenza Betti, i legali del critico d'arte, ritengono che il ricorso sia stato accolto perché «le ragioni della revoca delle deleghe erano generiche e carenti». Storia di due mesi fa. Quando la Moratti con un blitz improvviso convocò Sgarbi nel giorno del suo compleanno e lo licenziò in tronco. Queste le motivazioni: mancanza di rispetto nei confronti della giunta, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e mancanza di lealtà nei confronti della stessa Moratti. Doppio casus belli: la delibera «truccata» con cui Sgarbi diede il patrocinio a una rassegna di teatro omosessuale all'insaputa dei colleghi di giunta e le sparate del critico durante l'ultima puntata di «Annozero» quando prese a male parole Marco Travaglio. In realtà il rapporto tra i due si era logorato fin dai tempi della censura della Moratti a Vade Retro, la mostra su arte e omosessualità. Per gli avvocati di Sgarbi mancavano «tutti gli elementi» per il ritiro delle deleghe: «Quindi, teoricamente, Sgarbi è di nuovo assessore alla Cultura».


Da Palazzo Marino nessun commento ufficiale. Prima si vuole conoscere la sentenza. Ma l'Avvocatura è già al lavoro. Ci sono due strade possibili. O il ricorso al Consiglio di Stato con la richiesta di sospensiva immediata. O, molto più realisticamente, un nuovo atto di revoca, motivato fin nelle virgole. In questo caso si impedirebbe a Sgarbi di fare il suo show in giunta. «Riscrivano pure la revoca — attacca il sindaco di Salemi — ma a questo punto io faccio una causa milionaria al Comune perché per tre mesi mi hanno impedito di fare legittimamente il mio lavoro». Sgarbi è un fiume in piena. «Alla Moratti manca la grammatica della democrazia. È un grave sgarro politico. Non si può cacciare un assessore senza una ragione». Annuncia che non abbandonerà Salemi ma che sta «studiando le possibili compatibilità e incompatibilità». Insomma, è sicuro di poterne uscire a testa alta. E in ogni caso ha già pronta la sua vendetta. Sta scrivendo un libro dal titolo (provvisorio) più eloquente che mai: «Clausura a Milano. Da Suor Letizia a Salemi (e ritorno)», che verrà pubblicato da Bompiani a metà ottobre. «È la frase tra parentesi che è importante — chiude Sgarbi — perché io a Milano ritornerò: o come assessore alla Cultura o come presidente della Provincia». Le elezioni sono l'anno prossimo.

Maurizio Giannattasio
29 luglio 2008

Eccoci nuovamente tra le scatole l'enfant terrible. Onestamente a me nn spiaceva, esperto nella sua materia lo è. Certo è un personaggio scomodo e zuccone. Infatti ha fatto di tutto per tornare a testa alta, e ci è riuscito. Staremo a vedere cosa combinerà.
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