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Milano - Porta Venezia ma anche il resto del mondo, Italy
Cerco di parlare un po' d'Architettura, d'Urbanistica, Arte, Lifestyle, Musica e altro anche se non ne ho le qualità

sabato 17 maggio 2008

Google Earth

Aggiornamento foto di Milano per Google Earth Credo siano del settembre 2007.


Ecco i punti clou dei vari cantieri milanesi visti dal satellite.

Portello

Portello

Fiera Rho

Fiera Particolare

Torre RCS

Ex Fiera prime demolizioni per CityLife

Nuova Regione

Scavi per le Varesine

Nuova Bocconi

Milano Fiori Nord

giovedì 15 maggio 2008

Urbanfile su il Giornale



Articolo su il Giornale
Hanno scelto una data simbolica, il primo maggio. Sette anni esatti all’inaugurazione dell’Expo, quel 2015 che segnerà la rivoluzione - in primis architettonica - della città. Per allora - salvo sorprese - svetteranno già i grattacieli di Citylife sulle ceneri della vecchia Fiera e il Pirellone bis a Garibaldi-Repubblica; il Vigorelli sarà il nuovo palazzetto dello sport, l’ex Manifattura Tabacchi la Cinecittà milanese e, seguendo la «via dell’acqua» si potrà arrivare in barca dai Navigli a Rho-Pero, quartier generale dell’Esposizione universale. Oltre che dai cantieri che ridisegneranno lo skyline, il tempo da qui al 2015 sarà scandito dalle proteste, il fronte anti-grattacieli ad esempio è già nutrito. Quello che si era creato nel 2005 contro l’abbattimento del Bosco di Gioia ha fatto storia: presidi e 16mila firme, ma non sono servite. «Chiedevano alla gente “Ti piacciono gli alberi?”. Chi poteva dire di no?», puntualizza Claudio Nelli, giovane appassionato di architettura. Mentre il Comitato faceva campagne per difendere il Bosco e «abbattere» il progetto del nuovo Pirellone, lui lanciava su skyscrapercity.com (il forum internazionale che nasce dal motto «noi crediamo nello sviluppo urbano»), una contro-campagna. Sì al progetto, anche a costo di tagliare gli alberi. Hanno iniziato a iscriversi una decina di persone, oggi sono diventate oltre 200 e da tutta Italia: si scambiano informazioni e pareri sugli sviluppi urbanistici in corso, non solo a Milano ma in tutto il Paese.
Da tanto interesse è nata l’idea di lanciare un sito ad hoc: il primo maggio è sbarcato su internet www.urbanfile.it, composto per ora da circa 200 schede («ma ne abbiamo pronte almeno 600», racconta Nelli, 36 anni, fondatore del progetto con Marco Montella di 32 anni, Roberto Arsuffi di 43 e il giovane Filippo di 23, tutti milanesi) su «tutti i progetti architettonici che stanno cambiando il volto delle nostre città». Stato dei lavori, tempistica, breve descrizione dei progetti, immagini e rendering, non solo di Milano, ma anche Roma, Bologna, Torino, Palermo, Napoli. Un lavoro da maestri (e il sito del Comune lo ha «adottato» con un link) anche se, riferisce, «nessuno di noi è architetto di professione». L’obiettivo, racconta, è «dare risposte a chiunque cerchi informazioni sulle trasformazioni in atto. Vuole essere uno strumento contro la disinformazione costruita “ad arte” dai comitati, che contano sulla scarsa conoscenza, fanno firmare appelli e quella di poche decine di persone passa come un’opinione largamente diffusa».
Urbanfile, spiega Nelli, è un progetto aperto. Significa che «chiunque può iscriversi, inserire nuove schede o arricchire quelle esistenti. Ovviamente, ogni informazione viene vagliata dallo staff prima di essere pubblicata on line». In un paio di settimane gli «abitanti» dell’Italia che verrà sono già diventati tantissimi e di ogni età («da studenti di 14-15 anni a cinquantenni»), inviano segnalazioni da tutte le regioni. «C’è una signora milanese - racconta - che quasi ogni giorno spedisce foto per tenerci aggiornati sui progressi che fa il cantiere del nuovo Pirellone». Un altro grattacielo. Proteste? Almeno su internet, gli hanno costruito una buona difesa intorno.

Peccato che abbiano sbagliato il nome del sito.... urbanLIFE!!!!! Ma cribbio!

mercoledì 14 maggio 2008

Milano - CityLife - Tre Torri




Visto che fan così discutere, io continuo a proporle... :-D

Comunque volevo dire che come si è visto, questo progetto mi sta molto a cuore, trovo il cluster formato dalle Tre Torri di CityLife una meraviglia. Questi sono i rendering fatti da me col mio 3D.

Milano e Roma - Moratti e Alemanno




"Colloquio tra i due sindaci:

Milano e Roma lavoreranno insieme
Inizia una fase di collaborazione tra le due metropoli. Previsti diversi incontri tra le Giunte per individuare sinergie così da offrire migliori servizi ai cittadini. L'Expo 2015 dovrà avere ricadute anche per la città dei sette colli

Cultura, grandi eventi ed Expo: sono questi i principali ambiti di collaborazione tra Roma e Milano emersi dall’incontro tra i sindaci delle due città.

“È stato un incontro tra amici estremamente produttivo perché (Roma e Milano) sono due realtà
importanti per il Paese e complementari”. Così il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, al termine del colloquio durato circa 40 minuti che ha avuto al Campidoglio con il collega Gianni Alemanno.

“Iniziamo una fase di collaborazione che supera forse le rivalità che non hanno senso di esistere – ha aggiunto la Moratti – perchè le città hanno un ruolo importante come laboratori di esperienze sociali, economiche, scientifiche, ma anche politiche perciò vogliamo dare insieme un contributo al governo su tematiche che le accomunano”.

“Un'area di collaborazione importante – ha ribadito il Sindaco Moratti – è quella che può nascere dal progetto Expo 2015. La vittoria della candidatura all'esposizione universale del 2015 è una vittoria di tutto il Paese possiamo lavorare insieme affinché ci sia una ricaduta positiva su tutto il territorio e quindi naturalmente anche su Roma". Il sindaco ha poi aggiunto che oltre l'aspetto turistico, che riguarderà “29milioni di Visitatori” le due città possono “già lavorare insieme già a progetti di cooperazione internazionale. Expo 2015 ha un focus rilevante su Paesi in via di sviluppo”.

“Abbiamo preventivato – ha annunciato il sindaco di Roma Alemanno – uno scambio di incontri tra le due giunte comunali di Roma e Milano. Ospiteremo a giugno quella milanese e a settembre saremo noi a Milano. Questi incontri avranno lo scopo di individuare sinergie per dare migliori servizi ai cittadini”.

Le due metropoli potranno così confrontare le proprie esperienze in materia di ambiente, servizi, mobilità e cooperazione culturale."

Per collaborare bisogna esser della stessa bandiera mi vien da dire, speriamo sia solo l'inizio a questo punto.

New York - Freedom Tower 3




Per chi è distratto, ecco le ultinme immagini provenienti da Ground Zero. Finalmente da più di un mese son arrivate le gru per la nuova Freedom Tower.




martedì 13 maggio 2008

Milano - Libeskind - Il Curvo 2



In fondo lo skyline del progetto per Milano è segnato potentemente da quella sagoma curva.


Ancora discussioni su sto benedetto grattacielo curvo!
Anzitutto è il Curvo, visto che lo storto o Torto è quello della Hadid!

Umberto Eco si è espresso sulla torre: Milano è piena di gente che ha il membro storto: ce ne sarà uno in più e prenderà il viagra.
Fossi negli altri due architetti ci rimmarei un pochino male, si parla solo del grattacielo di Libeskind.
Ora pare che per l'ennesima volta ci sia una modifica strutturale più che del disegno complessivo.


Milano -ilSole24Ore - il via libera a Citylife è in arrivo (con varianti) di Marco Alfieri

Tutto in dieci secondi. Fatto brillare il padiglione 20 della vecchia Fiera Milano, il 90% del l'area è ormai raso al suolo. Sulle macerie del vecchio recinto, se tutto procede come deve, sorgerà Citylife, uno dei grandi progetti urbanistici che interesseranno il capoluogo lombardo da qui all'Expo 2015 e che avrebbe già incontrato circa 1.300 manifestazioni di interesse sul commerciale. Insomma sarà una settimana decisiva per il progetto della cordata Ligresti, Lamaro, Allianz e Generali, specie dopo le recenti polemiche sui tre grattacieli (di Isozaki, Hadid e Libeskind) che sorgeranno al centro del nuovo quartiere.
Venerdì 16, infatti, la variante al Pii 2005 arriva in Giunta: salvo clamorose sorprese dovrebbe passare. Anzitutto perché Vittorio Sgarbi, l'anti Citylife per antonomasia, che aveva sposato le tesi contro la verticalizzazione urbana promossa dal Domenicale di Marcello Dell'Utri, è stato appena licenziato dal sindaco Moratti. E poi perché lo stesso Silvio Berlusconi, anch'egli critico sul nuovo skyline, è ormai preso dalle cose di Governo, il che renderà un po' meno arduo al sindaco e all'assessore Carlo Masseroli blindare il progetto. Forti delle migliorie della variante che porta le aree verdi e pubbliche a crescere del 47,2% (da 128 a 190mila metri quadrati), all'inserimento del museo di arte contemporanea nella palazzina di Libeskind e all'arrivo del metro M5 con la fermata Tre torri. Una variante che non alleggerisce le volumetrie totali ma che incrementando l'area verde (14mila metri quadrati recuperati in superficie più altri 60mila derivanti dallo spicchio tra Gattamelata e Arduino girato da Fondazione Fiera a Citylife), permette di spalmare l'indice di edificabilità, che passa da 1,15 a 0,90.
È il massimo del compromesso. A palazzo Marino lo sanno bene. Se Citylife venisse ulteriormente modificato, si rischierebbe l'effetto domino. Si dovrebbe probabilmente rifare la gara. Luigi Zunino, nonostante i problemi finanziari del suo gruppo, potrebbe fare ricorso contro il comune sulla dislocazione del centro congressi (che dovrebbe sorgere nel vecchio recinto espositivo) facendo saltare l'accordo con Fiera. La Moratti perderebbe uno dei progetti gioiello in vista di un Expo su cui sta tarando tutta la strategia. Mentre sempre Fiera dovrebbe restituire 523 milioni.
La stessa ipotesi di rettifica del grattacielo curvo di Daniel Libeskind - «sembra un membro storto», ha ironizzato Umberto Eco - e di una sua parziale destinazione a uso alberghiero (Combo Hotel) oltre che terziario, confermata da Marco Lamata, responsabile del progetto Citylife, rientra esattamente in questo contesto. Ufficialmente l'idea al vaglio dello studio Libeskind è di renderlo leggermente più nobile, di alzare un po' le spalle rettificandone la sagoma nell'ambito di quella flessibilità che rientra in tutti i passaggi alla progettazione esecutiva (per quella delle tre torri ci vorranno mesi). Una correzione di pochi gradi (forse uno) che potrebbe essere impercettibile, anche se molti scommettono su una revisione maggiore. Una modifica meramente strutturale, dunque: una forma meno accentuata si governa meglio sia nell'utilizzo dei materiali, che nella cantierizzazione e manutenzione. «Ma è chiaro che dietro la correzione c'è anche l'esigenza di rendere lo skyline più commerciale, più appetibile» spiegano fonti vicine al dossier. «Il punto è che bisogna fare torri che si vendano, specie in una congiuntura in cui il mercato immobiliare frena». In questo senso una normalizzazione architettonica, che lo stesso Ligresti vedrebbe di buon occhio, è necessaria.
Non a caso, la dialettica starebbe attraversando anche gli azionisti di Citylife: da un lato i soci finanziari (Generali e Allianz), dall'altro i costruttori (Toti-Lamaro e Immobiliare Lombarda). Per i primi, Citylife è sostanzialmente un investimento immateriale, un fiore all'occhiello, quindi la valenza estetico-architettonica è fondamentale, pur nel ritorno economico. Per Lamaro e in parte Ligresti (che gioca nella doppia veste di assicuratore e di costruttore ed è chiamato alla sintesi) conta maggiormente la vendibilità del progetto. La dialettica, va da sè, diventa fisiologica quando si devono stendere i contratti esecutivi.
Si spiegherebbe così l'apparente schizofrenia di un'accelerazione nelle demolizioni del vecchio recinto fieristico, e al contempo la correzione del progetto, da parte dei developer, per renderlo più funzionale. Una flessibilità che il consorzio Citylife avrebbe concordato con palazzo Marino: verrà affinata la progettazione ma senza arrivare ad annullare la curvatura di Libeskind o a modifiche sostanziali della sua forma, questo no. Lo skyline è segnato potentemente da quella sagoma curva. Raddrizzarla del tutto farebbe venir meno la caratterizzazione urbanistica e il vincolo che Citylife ha verso il Comune, la cosiddetta servitù qualitativa: il rispetto del progetto originario. Su questo Moratti è tassativa: «Il contratto va rispettato. Altri cambiamenti sarebbero giuridicamente impossibili». E la sfida Expo non permette passi falsi o ritardi.

Milano - Minitalia Leolandia Park









Ricordo da piccolo che c'andai almeno un paio di volte, ero affascinato come sempre dalle meraviglie italiane riprodotte in miniatura. I modellini in scala, i plastici mi han sempre fatto impazzire... chissà come mai :-D
Comunque l'ltro giorno mi sono imbattuto nuovamente nel parco della Minitalia, ma questa volta una news molto differente.

"News su Urbanfile.it
Il parco di Capriate ha cambiato gestione e i nuovi proprietari del gruppo Zamperla intendono lanciare un ambizioso progetto di rinnovamento ed espansione. Il primo passo di questo percorso si è avuto con il cambio di nome (da Fantasy World a Leolandia) e l'arrivo di alcune nuove attrazioni, alcune delle quali inedite in Italia.

Il gruppo Zamperla ha già acquistato alcuni terreni vicini all'attuale parco in previsione di un futuro sviluppo e ha in cantiere nuove attrazioni e infrastrutture a servizio del parco. In particolare è previsto un completo rinnovamento per la parte Minitalia e nuove importanti attrazioni per la parte Leolandia.

Il progetto mira a trasformare il nuovo Minitalia Leolandia Park in uno dei più importanti parchi divertimenti del Nord Italia con un triplicamento dei visitatori nei prossimi due/tre anni. "

Se veramente verrà realizzato, non so, ma il progetto mi piace molto, le forme delle torri le trovo molto interessanti.
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