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Milano - Porta Venezia ma anche il resto del mondo, Italy
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lunedì 10 settembre 2012

Punti di vista sull'architettura

Com'era fino al primo decennio del 900, Palazzo Cramer, Chiesa di Aracoeli e il Naviglio


A Milano stanno costruendo ovunque e una marea di edifici di vario genere, da un annetto e più stanno Ristrutturando un edificio in via Fatebenefratelli angolo Corso di Porta Nuova.

Questo angolo di Milano che secondo me era fantastico, con la bellissima chiesa barocca di Santa Maria Aracoeli al lato del naviglio, il bel palazzo Cramer sul lato opposto e tutto il contesto di bei palazzi storici che pian piano son stati eliminati da varie vicissitudini legate a speculazione e non a bombardamenti o altro. Sparito il naviglio (gran peccato), sparita la chiesa, sparito pure il palazzo, insomma questa porzione di Milano è stata stravolta e non poco.

Tra gli anni 40 e 50 vennero costruiti i nuovi edifici, che a parer mio, anche se hanno sostituito le meraviglie precedenti, alcuni sono dei veri gioiellini, come uno dei miei palazzi preferiti, quello realizzato da Giulio Minoletti, via Fatebenefratelli 3, del 1952.
L'edificio all'angolo era ad uso uffici, uno blocco formato da una pianta ad H, nulla di eccezionale, ma nel nuovo contesto ci si inseriva bene.

Ora, l'area è sottoposta ad un nuovo stravolgimento. Il monolitico edificio costruito al suo posto è quasi ultimato. Premetto che non sono poi tanto contrario alle "ricostruzioni"visto che adoro come stanno trasformando Dresda, ma questo palazzo di via Fatebenefratelli non mi sfagiola tanto.
Anzitutto è mastodontico, seconda cosa è qui fuori contesto, l'avessero fatto simile al belllissimo palazzo all'angolo opposto, quello al posto della bella chiesa, stupendo edifico anni 40, molto elegante.
A molti piace, capisco anche il perché, si rifà ad un'architettura classica, facile da apprezzare, ma onestamente è priva di inventiva, genialità e grazia, cosa che i palazzi vicini pur essendo moderni hanno.

Prima modifiche

Palazzo anni 40 all'angolo con via Fatebenefratelli e Corso di Porta Nuova

Al centro il palazzo di Giulio Minoletti, via Fatebenefratelli 3, del 1952
il palazzo di Giulio Minoletti, via Fatebenefratelli 3, del 1952

il palazzo di Giulio Minoletti, via Fatebenefratelli 3, del 1952



Il nuovo Palazzo







In rosso il palazzo ristrutturato e ampliato






7 commenti:

Anonimo ha detto...

Dev darti ragione, questo palazzo non ha senso, pare uscito da Las Vegas


Fabulatore ha detto...

Concordo, proprio ieri sono passato davanti, sembra uscito da un brutto museo di storia dell’architettura.

Anonimo ha detto...

No comment, che orrore di palazzo hanno costruito? Mi pare molto pacchiano.


Luka

Anonimo ha detto...

A me non spiace, forse un po' troppo gigantesco. Ma lo trovo elegante e che si confà al contesto.


Anna

Anonimo ha detto...

ma no dai! Ogni volta che c'è un cambiamento nello stile la gente fa un po' fatica ad accettarlo, come credete che prendessero i palazzi modernisti negli anni 30? erano ovviamente di rottura! Ed oggi che siamo in via di superamento o di rivalutazione del modernismo (non credo però che come stile sia finito) è normale che ci sembrano "strani", "fuori luogo" o abbastanza "pesanti"...ma c'è sicuramente spazio anche per questo nuovo linguaggio, ci mancherebbe altro, c'è posto per stili contemporanei di molto peggiore gusto, figuriamoci questo.
Non dimentichiamoci che il grande Mies Van der Rohe ha detto "less is more" in una ottica congiunturale molto "socialista": quella di dare casa a tutti e quindi di fare risparmiare agli abitanti delle nuove metropoli che allora stavano nascendo delle case accuratamente studiate per essere eleganti ed economiche, ma oggi che non c'è più questa esigenza e l'emergenza abitativa è finita, è perfettamente logico che si ritorni verso l'elemento estetico, il fregio, il festone. Non si tratta di arte o di architettura, è semplice sociologia o addirittura psicologia: gli abitanti di un edificio hanno bisogno di una gratificazione estetica immediata, e qualche volta la cerebrale architettura contemporanea non è in grado di assolvere a questo basico ruolo psicologico che è stato troppo spesso trascurato dalle ultime architetture, ma che è in grado di trasformare una abitazione in una casa.

CasaInBocconi ha detto...

A me invece piace molto, neoclassico ma moderno (concordo che è un po' grosso).
Qualcuno sa che tipo di utilizzo avrà?
Sembra chiaramente un Hotel (Grossa Hall con tetto sporgente), e tutti i balconi hanno una G nella ringhiera in metallo.

Skymino ha detto...

Credo sia un Hotel

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