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lunedì 13 settembre 2010

Milano - Corso Buenos Aires restyling II


Ecco la seconda parte del reportage dedicato al rifacimento di look di Corso Buenos Aires.
(Prima parte)

Premetto che ancora non si sa se metteranno fioriere o altro genere di arredo, come ancora non ho visto un "render" del look definitivo che avrà il corso una volta ultimato.
I lavori che stanno facendo non sono rivoluzionari come ci si aspettava, in pratica stanno togliendo il bitume, sistemando i marciapiedi e collocando pietre di beola al posto del catrame.
Non ci sono aiuole, non ci sono lampioni, tutto com'era, solo più "moderno".
Certo che ancora una volta la capitale del DESIGN si rivela povera, senza idee e senza coraggio.
Io mi son sempre immaginato marciapiedi larghi, allineati, senza auto parcheggiate, magari con una ringhiera per contenere la folla degli avventori dello shopping, orologi stradali di grande design e lampioni tecnologici, invece...

Anzitutto i punti luce li trovo una cosa detestabile, mai sopportati quelli appesi, cavi che zigzagano in cielo e fanno solo confusione, certo la luminosità notturna ci ha guadagnato, ma di giorno la trovo una cosa tremenda.

La Beola, la pietra usata per rivestire i marciapiedi, mi piace molto, un po' sporchevole, ma la trovo massiccia.

Ancora non capisco la scelta dello strano andamento dei marciapiedi, lì larghi la stretti, anche se so che il corso non è perfettamente rettilineo, infatti si stringe e si sfasa per ben 3, 4 volte, pensavo lo rendessero più uniforme, ma per questo attenderei di giudicare a lavori ultimati.

Per ora son molto deluso.








Ecco le luci alla cazzo






Una semplice mia idea...


10 commenti:

S ha detto...

La miseria che restyling!

Anche io noto le luci a caso (perché le hanno messe così???) e l'andamento irregolare dei marciapiedi, oltre a macchine, macchine, macchine dappertutto (io non ci provo neanche ad usare la macchina da quelle parti, m'è bastata una volta)

Però in alcuni tratti il marciapiede, quello vecchio, di sera sembrava che brillasse, come se fosse glitterato!

Le beole non mi piacciono, sono così grige e danno quest'idea di vecchiotto...

Matt ha detto...

Appunto, ma mettere due alberi? Bah!
Ho ancora il ricordo della magnifica via pedonale di Francoforte, Die Zeil con disegni di lastre di pietra sul selciato, alberi a non finire e tanti negozi. Quello si che è un viale per lo shopping. Decisamente più vivibile e piacevole!

Skymino ha detto...

Ricordo... Molto bello.

aru ha detto...

velocemente:

1. la pietra è inutilmente costosa e fuori luogo. i marciapiedi in pietra li voglio in montenapoleone, non in buenos aires. in buenos aires avrei visto bene qualche pavimentazione un po' pop, ma semplice, con mattonelle in cemento o bitumi colorati.

2. lo spazio fa schifo. ci sono ancora i colli di bottiglia in prossimità di restringimenti e allargamenti di carreggiata, qui si vede quanto il progetto sia una semplice manutenzione, senza un'idea alla base. che ci stava se si metteva un autobloccante in cemento ma visti i soldi spesi con la beola l'intervento meritava un progetto originale.

3. lo squallore di quest'opera non sta tanto nella (attuale o futura, chi lo sa) mancanza di arredo urbano ma sta proprio nel fatto che l'arredo urbano non è costruito con la pavimentazione come gli ultimi trend giustamente propongono. le fioriere non devono per forza essere cassette di legno o metallo, ma può essere la pavimentazione stessa a formarle. ma vallo a spiegare ai tecnici comunali, perle ai porci.

4. tralascio il discorso dell'integrazione dell'illuminazione altrimenti mi dilungherei troppo sulla tristezza dell'intervento volto ad essere un contentino per gli abitanti della zona

5. epic fail sono anche gli spazi per i motorini (come ti ho fatto notare personalmente qualche sabato fa), non si possono piazzare dei blocchi orientati in un modo e poi tracciarci sopra le righe dei posteggi. non ha senso. certo ci saranno normative da seguire nel disegno dei posteggi ma la questione doveva essere risolta in fase progettuale.

queste le prime 5 cose che mi sono venute in mente, non voglio dilungarmi con la solita pippa sul vuoto pneumatico delle amministrazioni in italia. come sempre, ritornando al concetto di città del design, siamo maestri nella gestione del privato e totalmente ignoranti per quanto riguarda qualsiasi tipo di intervento pubblico, anche, in questo caso, su piccola scala.

degradodivarese ha detto...

e dire che non ci vorrebbe molto a farla diventare una Oxford o Regent street Milanese !!
m. mariani

Anonimo ha detto...

.. sei il blog della resistenza!
grande sky.

P.S.
Ma che ne pensi di Boeri sindaco?
troppo conflitto di interessi o cosa buona?
Panka

Skymino ha detto...

Che ne penso? Forse farà qualcosa di meglio di questi che spero se ne vadano... conflitto d'interessi, perché fin'ora? La politica è questo, interesse di uno e dell'altro...
Essendo architetto almeno me l'immagino con una sensibilità migliore.

Anonimo ha detto...

Date un'occhiata anche alle foto di cso.B.Aires, a Milano un arredo urbano non è possibile: o i pali, o l'arredo. E' tutto, dico, tutto occupato da pali.
foerster

Eclipse ha detto...

Il problema è che mettere tutto quello che viene proposto nell'articolo ha un costo notevole che probabilmente non si sono sentiti di spendere neppure per una via così importante. Capisco che sia il punto di vista di un architetto ma sarebbe bello sapere quanto costa mettere "orologi e lampioni di grande design". Sono d'accordo sul fatto che manchino scelte coraggiose da questo punto di vista, anch'io ci avrei visto bene un po' di verde (magari con le fioriere, senza piantumare, evitando così il problema delle radici e dando più colore) e un po' più di arredo urbano, però posso comprendere anche le spese conseguenti. Certo, da Milano ci si aspetta qualcosa di più. A me, per esempio, era piaciuta molto la tua idea per il recupero di Porta Genova. Comunque, per il giudizio definitivo si aspetti almeno la fine dei lavori. Va già bene che abbiano fatto qualcosa, anche se non ci si può accontentare.

Orval ha detto...

Ho collaborato per qualche settimana con lo studio di architettura che ha ristrutturato l’edificio d’angolo tra corso Buenos Aires e via Pergolesi, e che ha l’incarico anche di eseguire i lavori per le “sistemazioni esterne”.

Immaginate di dover eseguire un rilievo dello stato attuale di una porzione di marciapiede milanese, con tutti i pali presenti - che naturalmente non verranno mai spostati - i lampioni, i cartelli stradali, i tombini, i chiusini di ogni genere e tipo - sono molti più di quelli che immaginate!
Dopo aver messo su carta tutti questi elementi, immaginate di dover pensare ad una proposta che sia più semplice e regolare possibile, in modo che “vada bene a tutti”, ma senza modificare praticamente nulla dell’esistente, in quanto lo spostamento di un qualsiasi elemento sembra essere impossibile o quasi anche per il numero di enti che coinvolgerebbe.
Il risultato inevitabilmente risulterà banale, perché invece di dare la precedenza, come qualcuno ha giustamente sottolineato, ad una idea di progetto, la si concede a tutti quegli elementi che, casualmente o no, si trovano sul nostro cammino che, pertanto, risultano decisivi.

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