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mercoledì 14 gennaio 2009

Roma - Città dello Sport - Tor Vergata







Da archiportale
13/01/2009 – La Città dello Sport di Tor Vergata progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava non sarà pronta per i mondiali di nuoto del 2009. Avviati a marzo 2007, i lavori di costruzione per il maxi impianto sportivo sono fuori tempo massimo. A confermarlo è un decreto firmato dal Presidente del Consiglio Berlusconi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 2009.

L’unica struttura che potrebbe essere ultimata entro giugno 2009 – si legge nel decreto – è la piscina olimpica esterna, con tribune coperte, che potrebbe ospitare anche eventi agonistici.

A rendere necessaria tale decisione, la mancanza di fondi per un intervento che ha visto tra l’altro triplicare i costi previsti inizialmente, ed il notevole ritardo accumulato sul fronte lavori.
I 200 milioni stanziati dalla precdente amministrazione non sono stati sufficienti. Ne servono altrettanti e i tempi si allungano.

La soluzione è illustrata all’interno dello stesso documento: “detto evento potrà comunque svolgersi negli impianti sportivi localizzati nella città di Roma, con particolare riferimento al complesso del Foro Italico, nonché in alcuni comuni della regione Lazio”. Dal momento che il nuovo impianto non sarà pronto, sarà dunque il Foro Italico ad ospitare i mondiali di nuoto 2009.

Ispirato al Circo Massimo dell’antica Roma, il progetto di Calatrava per l’area di Tor Vergata presenta un lungo viale incorniciato da due file di cipressi. La Città dello Sport sorge lungo una delle due estremità del viale, lungo il doppio rispetto all’antico circo romano. Sul lato opposto è prevista la realizzazione della nuova sede del rettorato dell’Università di Tor Vergata.

Il progetto del complesso sportivo si compone di due identici “ventagli” in cemento, acciaio e metallo destinati ad accogliere rispettivamente il Palasport con tribune per 15mila spettatori ed il Palanuoto con posti per 4mila persone. Si tratta di due volumi che, pur comunicanti tra loro, resteranno indipendenti in modo da poter anche ospitare eventi diversi in programma nello stesso periodo.
All’interno del complesso troveranno spazio anche palestre, laboratori, aule per la formazione, un centro fitness ed un centro di riabilitazione, nonché uffici e negozi.
All’esterno è prevista un’ampia piscina all’aperto, l’unica struttura che sarà probabilmente pronta a giugno.

Sul versante opposto dell’asse principale che disegna la nuova Città dello sport sorgerà la torre destinata a diventare la nuova sede del rettorato universitario di Tor Vergata.
Il profilo verticale del futuro grattacielo universitario – una torre che sembra avvolgersi su se stessa come una vite snodata verso lo skyline - è accentuato da una serie di colonne metalliche che costituiscono la struttura dell’edificio conferendo al tempo stesso identità al progetto architettonico.
All’interno troveranno spazio 7mila metri quadrati circa di uffici distribuiti lungo i diversi livelli della struttura, eccetto penultimo ed ultimo piano che accoglieranno rispettivamente gli uffici del Rettore ed un’ampia hall che offrirà una panoramica vista sulla città.
Alla base della torre un portico darà accesso ad un’area multi-servizi con un ampio atrio che accoglierà la reception area, una caffetteria ed uno spazio espositivo.
Il livello sottostante la torre ospiterà un parcheggio insieme ad ulteriori aree di servizio.
L’intera porzione sotterranea sarà ricoperta da due piscine simmetriche nelle quali si rifletterà l’immagine della torre.

Un ampio parco urbano, che collegherà l’università con il complesso sportivo, sarà sede di incontri ed eventi sociali e culturali. Ulteriori strutture previste nel masterplan ospiteranno 1500 alloggi per studenti e nuove strutture universitarie.


Stato dei lavori

4 commenti:

byb ha detto...

...
domenica Gregotti era ospite a Passepartout, da Phlippe daverio, e ha fatto dichiarazioni in tal senso anche per l'Expo 2015...

:(

Skymino ha detto...

No comment! Siamo in italia e rimane sempre uguale...

manuele mariani varese ha detto...

gregotti se ne deve solo stare zitto e nascondersi, dopo tutti gli scempi e schifezze che ha costruito !
tornando invece a Roma, purtroppo non solo la città dello sport non sarà pronta in tempo per i mondiali (appuntamento per il quale si decise la sua costruzione!) ma anche i lavori della metropolitana (non so se il prolung. della A o della B) non saranno terminati in tempo !
che dire, dobbiamo sempre farci riconoscere !

Anonimo ha detto...

gregotti .... che tristezza ...
roma .... idem ....
l'italia ....


panka

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