

Foto di ganz o
Ieri cercando foto della torre Velasca, mi sono imbattuto in questo splendido scatto fatto dalla torre, non ho resistito. :D









BikeMi è il nuovo servizio di Bike Sharing della città di Milano, facile, pratico ed ecologico. Nato per favorire la mobilità dei cittadini, BikeMi non è un semplice servizio di noleggio bici, ma un vero e proprio sistema di trasporto pubblico da utilizzare per i brevi spostamenti (al massimo 2 ore) insieme ai tradizionali mezzi di trasporto ATM.
Questo è solo l’inizio di un grande progetto, che vedrà il progressivo aumento delle postazioni BikeMi, posizionate in prossimità dei principali punti strategici di Milano: dalle stazioni ferroviarie alle università, dagli ospedali ai luoghi di interesse turistico, dalle fermate della metropolitana ai centri amministrativi, commerciali e ai parcheggi. Chi si abbona deve solo pensare a prendere la bici, arrivare a destinazione e restituirla nella stazione più vicina.
BikeMi è la risposta più adeguata ad una città che chiede meno traffico, meno code, meno inquinamento. Ma non è tutto, con il Bike Sharing puoi unire l’utile al dilettevole: BikeMi ti permette infatti di fare movimento sfruttando i brevi spostamenti e ti aiuta a mantenerti in forma e a combattere lo stress.






Architettura e arte si incontrano
La 'Torre delle Arti' sorgerà nel quartiere intorno a via Principe Eugenio e per la sua realizzazione parteciperanno designer e artisti di fama mondiale. L'edificio principale sarà alto 96 metri e ospiterà 200 appartamenti diversi tra loro
Milano, 12 novembre 2008 – Arte e architettura trovano il loro equilibrio nella Torre delle Arti, un edifico ‘scultura’ che che sorgerà nell’area dell’ex Montedison e restituirà al quartiere intorno a via Principe Eugenio la tranquillità delle zone periferiche milanesi, aggiungendo un elemento architettonico di grande pregio.
L’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli è intervenuto oggi alla posa della prima pietra. Secondo i progettisti, il nuovo complesso dialogherà con la città grazie a similitudini e forti legami con l’architettura tradizionale milanese: le variazioni in altezza della Torre Velasca, la modernità del palazzo Pirelli, i rivestimenti in pietra, le scanalature in ceramica smaltata, i giardini pensili di alcune case di Milano.
“Condensatori di nuove realtà urbane – ha detto Masseroli – le torri, per la loro presenza prorompente, sono sempre state molto discusse e costituiscono un eccellente punto di partenza per il dibattito sulle trasformazioni urbane. Lo sviluppo di Milano oggi poggia su una certezza: crescere in altezza non fa paura. Milano più verde, Milano più bella, Milano più internazionale: non solo per l’autorevole presenza di grandi architetti, ma specialmente perché la nostra città torna ad essere guardata come modello dalle grandi capitali del mondo”.
Alla realizzazione della Torre delle Arti collaboreranno designer e artisti di fama internazionale che faranno dialogare cultura e architettura, con un programma di interventi che resteranno di proprietà del condominio.
Si potranno, per esempio, ammirare le sculture di Giuliano Vangi, Arnaldo Pomodoro e Mario Ceroli, le istallazioni di Nicola De Maria e le opere dei pittori della scuola di Giovanni Testori, come Giovanni Frangi.
Chi abiterà nella Torre diventerà protagonista di un’esperienza unica: condividere con l’arte il valore della casa che si abita.
Il progetto prevede anche spazi aperti ai cittadini, luoghi che diventeranno occasione per immergersi nell’arte e nella cultura, come ad esempio ‘la piazza della poesia’, che occuperà l’area attorno alla Torre e che sarà caratterizzata da pavimenti incisi con brani di famosi poeti e letterati di tutti i tempi.
È prevista l’edificazione di un insieme armonico composto da due edifici: un volume più basso di circa 40 metri, che si allinea agli edifici circostanti lungo via Principe Eugenio, e un edificio a torre, che raggiunge i 96 metri di altezza, per ospitare in tutto oltre 200 appartamenti, uno diverso dall’altro. Al piano terra troveranno posto la hall di accesso alle residenze e servizi commerciali.



Mille giorni per costruire i giardini sui box
Compleanno amaro per il giardino dell'«Orso Marcello», che doveva nascere sopra i box
Sette anni per realizzare i box interrati, altri mille giorni aspettando il via libera (arrivato tre giorni fa) alla riqualificazione dell'area di via Benedetto Marcello, una volta chiuso il cantiere. I tempi notoriamente lunghi della burocrazia sono diventati biblici. Non solo a causa del vincolo monumentale che c'è sull'area. Ma anche per le esigenze contrapposte di cittadini-ambulanti per il suo utilizzo.
Compleanno amaro per il giardino dell'«Orso Marcello», che doveva nascere sopra i box. Mille giorni in attesa che i lavori di copertura cominciassero sono tanti per cittadini che, all'atto di acquisto dei posti auto, avevano versato 1 milione e mezzo di euro per la riqualificazione dell'area. Ma il progetto è diventato oggetto di uno scontro che non sembra destinato a risolversi neppure con l'accordo siglato venerdì.
L'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini, chiarisce: «Il parere positivo della Sovrintendenza finalmente sblocca i lavori sopra il parcheggio. Il primo lotto di lavori parte a gennaio». Ma le bancarelle del mercato del sabato restano. Tutte. Ed è forse questo a riaccendere gli animi in zona. «Il Comune sembra stia affannosamente cercando di fare un progetto che soddisfi praticamente solo i desideri degli ambulanti, con buona pace della legge e delle promesse fatte ai cittadini», scrive il comitato in un volantino che invita i residenti ad un'assemblea per martedì sera al Gonzaga.
Paola D'Amico