Manhattan 1931
River House, 52nd St. and E. River, New York City. Cloud study, noon, looking south from 27th floor. Photographed by Samuel H. Gottscho, December 15, 1931
- Roberto Arsuffi
- Milano - Porta Venezia ma anche il resto del mondo, Italy
- Cerco di parlare un po' d'Architettura, d'Urbanistica, Arte, Lifestyle, Musica e altro anche se non ne ho le qualità
lunedì 12 marzo 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Meglio il 3D di Google Map, Bing o Nokia?
La sfida a mappe si fa più grande, Google, Bing e Nokia per citare le principali, io ancora tra le tre preferisco Google, poi con lo Streetview io sono impazzito, Bing mi piace per le foto aeree delle città. Mentre per Nokia, non so, il 3D è carino ma pare che le città siano ricoperte da un telo, preferisco ancora il 3D di Google.
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| Questo è il 3D di Nokia |
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| Questo è il 3D di Google |
giovedì 12 gennaio 2012
Milano, vi prego, non perdere il Manzoni
Vogliono trasformare il Cinema - Teatro Manzoni in un centro commerciale o qualcosa di simile, un capolavoro degli anni 50 che ha conservato la sua aurea glamour di quei tempi. Il cinema ha chiuso da un bel po' vittima di questo periodo storico dove le vecchie sale cinematografiche soffrono specie se vecchie, mentre il teatro ancora vive, per fortuna.
La sala, costruita nel 1947 su progetto dell’architetto Mario Cavallè, insieme a un omonimo teatro sotterraneo tuttora in funzione e una serie di attività commerciali: una struttura a forma di violino da 1400 posti, a 7 metri sopra il manto stradale, con una hall concepita come una piazza coperta. Nell’atrio da 800 metri quadri sculture di Francesco Messina, Franco Oliva, Leone Lodi, Pericle Fazzini e Ferruccio Gasperetti, mentre la sola platea è lunga 40 metri e larga 28. (da 02 blog)
Potrebbero trasformare il tutto in un complesso teatrale di prim'ordine, quindi lasciarlo come spazio culturale.
La sala, costruita nel 1947 su progetto dell’architetto Mario Cavallè, insieme a un omonimo teatro sotterraneo tuttora in funzione e una serie di attività commerciali: una struttura a forma di violino da 1400 posti, a 7 metri sopra il manto stradale, con una hall concepita come una piazza coperta. Nell’atrio da 800 metri quadri sculture di Francesco Messina, Franco Oliva, Leone Lodi, Pericle Fazzini e Ferruccio Gasperetti, mentre la sola platea è lunga 40 metri e larga 28. (da 02 blog)
Potrebbero trasformare il tutto in un complesso teatrale di prim'ordine, quindi lasciarlo come spazio culturale.
domenica 20 novembre 2011
Milano e l'arredo urbano che manca: San Babila
San Babila, una piazza così centrale e importante, visitata, attraversata da milioni di persone alla settimana, bei palazzi quasi tutti anni '30/'40 e '50, una chiesa antichissima un po' troppo rimaneggiata alla fine dell'ottocento, ma abbastanza dignitosa ed una colonna del 1600 che in teoria sorregge una scultura raffigurante un leone, ma questo col tempo, l'inquinamento e quant'altro si è trasformato in pecorella, ironia della sorte. Alla fine degli anni 90 vi è stata posta la grande fontana Luigi Caccia Dominioni, che è meglio nn commentare... una grande vasca che in teoria doveva giocare con getti d'acqua ma che quasi subito vennero ridimensionati a piccoli spruzzi, unica cosa che salverei della fontana è il cucuzzolo che almeno, goffamente, è scenografico.
Comunque guardavo l'illuminazione, e la palistica, e qui si inciampa nel solito schifo, non un palo illuminazione identico. Le foto parlan da sole, io chiedo come sia possibile.
lunedì 17 ottobre 2011
Milano - We reached the Top!
La Torre Garibaldi (Pelli) è stata completata, o quasi, raggiungendo l'altezza di 231 metri.
Foto di OBLIT
Sabato 15 Ottobre son stato invitato da parte della Hines Italia a salire sul Diamantone per assistere alla posa degli ultimi pezzi della Torre Garibaldi a Porta Nuova.
Onoratissimo mi sono fiondato all'evento, che dire, una grande emozione, specie il momento clou.
Complimenti vivissimi ai tecnici che hanno realizzato il pennone, ai tecnici che lo hanno montato, al pilota fantastico dell'elicottero che con maestria ha saputo bilanciare pezzi pesanti 3 tonnellate e portarli ad un altezza di 200 metri e posarla in modo che i tecnici posti sulla sommità della guglia la potessero incastrare alla perfezione.
Io non mi sarei messo al loro posto manco dipinto.
Comunque il tutto molto emozionante, specie il fatto che io ero in mezzo a fotografi e cineoperatori di testate giornalistiche tra le più importanti. :D
Ora manca il rivestimento e la conclusione delle parti basse della torre. Attenderemo l'inaugurazione prevista per l'anno prossimo.
Foto di OBLIT
Sabato 15 Ottobre son stato invitato da parte della Hines Italia a salire sul Diamantone per assistere alla posa degli ultimi pezzi della Torre Garibaldi a Porta Nuova.
Onoratissimo mi sono fiondato all'evento, che dire, una grande emozione, specie il momento clou.
Complimenti vivissimi ai tecnici che hanno realizzato il pennone, ai tecnici che lo hanno montato, al pilota fantastico dell'elicottero che con maestria ha saputo bilanciare pezzi pesanti 3 tonnellate e portarli ad un altezza di 200 metri e posarla in modo che i tecnici posti sulla sommità della guglia la potessero incastrare alla perfezione.
Io non mi sarei messo al loro posto manco dipinto.
Comunque il tutto molto emozionante, specie il fatto che io ero in mezzo a fotografi e cineoperatori di testate giornalistiche tra le più importanti. :D
Ora manca il rivestimento e la conclusione delle parti basse della torre. Attenderemo l'inaugurazione prevista per l'anno prossimo.
giovedì 6 ottobre 2011
Addio Steve Jobs
"Men of genius are meteors intended to burn to light their century"
Io ho cominciato a zampettare su un computer una ventina d'anni fa per lavoro, ed era un Macintosh, in pratica ho mordicchiato la Mela e da allora non ho conosciuto altro.
martedì 4 ottobre 2011
Siamo ancora sui quotidiani Ottobre 2011
Skyscrapercity e Urbanfile...
Non si vive di sola teoria, ma anche sporcandosi le scarpe nei cantieri, consapevoli di essere quelli che meglio di ogni altro possono capire quando un'idea è realizzabile. Perché hanno l'occhio dell'architetto e la testa di un ingegnere. Alessandro Bombaci ha 39 anni. È al terzo anno di università al Politecnico di Milano quando nel suo corso di laurea in Ingegneria si apre una finestra sul mondo che amava fin da piccolo. Quando la mamma lo portava in giro facendogli notare i dettagli architettonici di case e palazzi. Il corso di laurea in Ingegneria Edile — Architettura è un ibrido che ha conquistato tanti futuri ingegneri under 40.
Un'evoluzione dalla figura dell'architetto di interni a quello più tecnico e pratico. «Studiavo per costruire metropolitane: appena è stato possibile sono stato tra i primi a virare», racconta Bombaci. «Un riversamento di massa: tanti ci invidiavano perché era l'unico corso di Ingegneria con qualche ragazza, ma finimmo in mezzo alle critiche di entrambe le categorie professionali». Gli ingegneri tradizionalisti la videro come una svolta di carriera verso il basso, gli architetti non gradirono che qualcun altro andasse a rompere le uova nel loro paniere. Non a caso, per molti l'approccio lavorativo fu complicato. Il rischio di non essere né carne né pesce fu superato con le prime visite in cantiere. «Spiegavo gli schizzi degli architetti agli operai», spiega Bombaci.
«Un ruolo sempre più utile per raddrizzare il tiro alla prova dei fatti». Dal 2005 Bombaci è un «architetto di campo» in uno studio a Milano. «Non sarò mai visionario come Zaha Hadid, ma in tempi di crisi restare con i piedi nella terra dei cantieri aiuta molto». Come tutti i colleghi Bombaci ogni giorno rimane aggiornato sfogliando le riviste di architettura. Come solo quelli più giovani cerca i lavori più innovativi sulla Rete. A un anno dal crollo delle Torri Gemelle, un olandese di Rotterdam di nome Jan Klerks fondò uno dei forum più seguiti al mondo. Pochi sanno qualcosa di lui, se non che la sua creatura oggi corre da sola. SkyscraperCity è un immenso contenitore di parole e immagini, progetti compiuti o ipotesi su quel che sarà delle forme di domani.
Più di 500 mila iscritti, 47 mila post contenuti nelle varie sezioni di ogni Paese. Si parla di urbanistica, di architettura legata al territorio, eppure in alcuni paesi è tra i siti più cliccati ogni giorno. In Polonia e Brasile in particolare non teme confronti nemmeno con l'industria del porno gratuito sul Web. L'11 settembre del 2002 è partito per continuare a parlare di grattacieli dopo le Twin Towers. Oggi è un riferimento assoluto per la gente del settore. Marco Montella, 36 anni, è uno dei quattro moderatori della versione italiana di SkyscraperCity, che vanta migliaia di utenti ogni giorno. «È discutendo che nascono gli spunti migliori» racconta, lui che dirige l'orchestra facendo da filtro ai contributi meno ortodossi. «La credibilità di un forum dipende dalla cultura di chi lo frequenta, fin dall'inizio».
A differenza di un blog, qui sono tutti sullo stesso piano. Chiunque può mettere un'idea sul tavolo virtuale, per condividerla e magari correggerla. C'è l'architetto famoso nascosto dietro al velo di un nickname, come il cittadino qualunque che aprendo la finestra «posta» la sua visuale di un cantiere. Una comunità di appassionati che spesso esce dai confini della Rete per finire insieme a cena e parlare di progetti, come di vita comune. Montella, che nella vita fa il commercialista, continua a coltivare la sua passione per l'architettura così. Proprio con tre forumer conosciuti su SkyscraperCity, tre anni fa, ha formato Urbanfile, una sorta di Wikipedia dell'architettura.
Chi si iscrive carica materiale. «Al caos delle discussioni abbiamo deciso di affiancare schede più leggibili», spiega. Partito come realtà italiana, presto avrà le prime sezioni estere e domani ha organizzato in Galleria a Milano una tavola rotonda sul tema: «L'architettura è felicità, l'architettura vista dal Web». Settimana scorsa, probabilmente non a caso, ha tagliato il traguardo di due milioni di visite.
Stefano Landi
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